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- Qual è la sua storia?
- La mia storia? Che vuoi dire?
- Sì, insomma, la sua vita. Come ha vissuto tutti i suoi lunghi anni.
- Ah, ho capito! Vuoi sapere che cavolo ho combinato di bello?
- O di brutto...
- Beh, allora sappi: primo, che sto ancora vivendo. Secondo, che ora ballo e canto. Terzo, una storia te la voglio raccontare. Sono nato e mi hanno affibbiato un nome di merda. Poi mi sono innamorato... e "pensavo fosse amore invece era un calesse". Quaranta anni di lavoro: pulire e vestire salme. E oggi me la spasso andando a rompere i maroni dappertutto.
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Intanto che si aspetti il proprio turno dal medico condotto seduti l'uno accanto all'altro, un giovanottone, insolente, si azzarda a chiedere al signore anziano vestito in modo stravagante, quale fosse la sua storia. Non aspettava altro il vecchio vespillone. Così, in quattro parole asciutte, dissacranti, in stile picaresco e omodiegetico, comincia: "Sono nato 80 anni fa. Mi hanno affibbiato un nome di merde. Poi, mi sono innamorato... e pensavo fosse amore invece era un calesse. Ho parlato con più morti che vivi. E ora me la rido di gusto rompendo i maroni a tutti. Oggi tocca al dottore".